Le Obbligazioni Subordinate

Le Obbligazioni Subordinate

Nel 2015 con il salvataggio delle quattro banche del centro Italia, e in questi giorni con gli sviluppi legati al piano di ricapitalizzazione di MPS, le obbligazioni subordinate continuano ad essere protagoniste delle prime pagine dei principali quotidiani italiani. Ma cosa sono esattamente, e perché sono così rischiose?

Le Obbligazioni Subordinate su Obbligazioni.io

ISIN Descrizione Scadenza Valuta Exch. YTM YTM Call. Denom.
ISIN Descrizione Scadenza Valuta Exch. YTM YTM Call. Denom.
XS1694763142 Volksbank Tf 5,625% Ot27 Sub Tier2 Call 06/10/2027 EUR Borsa 5.66 Y 100,000
XS1687277555 Banca Sella Tf 5,5% St27 Sub Tier2 Eur 22/09/2027 EUR Borsa 4.78 Y 100,000
IT0004966823 Banco Bpm Tf 5,50% Nv20 Lt2 Amort Eur 18/11/2020 EUR Borsa 3.68 N 1,000
DE000DB7XJJ2 Deutsche Bk Tf 2,75% Fb25 Sub Tier2 Eur 17/02/2025 EUR Borsa 2.79 N 1,000
XS1619967182 Bper Banca Tf 5,125% Mg27 Sub Tier2 Call 31/05/2027 EUR Borsa 4.66 Y 100,000
XS1686880599 Banco Bpm Tf 4,375% St27 Sub Tier2 Call 21/09/2027 EUR Borsa 4.25 Y 100,000
XS1700435453 Banca Ifis Tf 4,5% Ot27 Sub Tier2 Call 17/10/2027 EUR Borsa 4.35 Y 100,000
XS1752894292 Mps-Fix Float Call Sub 18ge28 18/01/2028 EUR TLX 5.54 5.55 Y 100,000
DE000CZ40LW5 Commerzbank Tf 4% Mz27 Sub Tier2 Eur 30/03/2027 EUR Borsa 2.33 N 1,000
XS1733289406 Cattolica-Fix Float Call Sub 14dc47 14/12/2047 EUR TLX 3.99 4.10 Y 100,000

Caratteristiche principali

Nome: Obbligazioni subordinate o junior

Emittenti: banche, enti nazionali, società ecc.

Cosa sono: appartengono alla famiglia delle Obbligazioni e sono pertanto titoli di debito che consentono a chi li compra di diventare creditore e di acquisire il diritto del rimborso del capitale investito più un interesse o cedola periodica. Tuttavia, offrono un rendimento maggiore rispetto alle obbligazioni generiche (dette anche senior). Tale caratteristica deriva dalla subordinazione: in caso di fallimento dell’emittente, i possessori di bond subordinati hanno diritto al risarcimento del credito solo dopo altre tipologie di creditori, cosiddetti ordinari (o senior) ma naturalmente prima rispetto agli azionisti. Tale caratteristica rende l’obbligazione più rischiosa rispetto ad un bond ordinario di pari scadenza dello stesso emittente.

Liquidità: nelle obbligazioni questa caratteristica è riconducibile alla facilità di negoziazione del titolo sul mercato senza causare forti variazioni di prezzo. Tipicamente la liquidità delle obbligazioni subordinate è bassa. Questo deriva anche dal fatto che tali strumenti difficilmente sono quotati su mercati regolamentati come il MOT.

In caso di fallimento dell’emittente o bail-in: la subordinazione comporta che in caso di fallimento dell’emittente, i primi ad essere risarciti (o non soggetti a bail-in) sono dipendenti, correntisti, sottoscrittori di obbligazioni ordinarie non subordinate. L’investitore è quindi soggetto al rischio di perdere tutto il capital investito. Ne deriva che il rischio dell e subordinate è strettamente collegato anche alla situazione e al rischio di credito dell’emittente.

Scadenza: molte obbligazioni subordinate non hanno una vera e propria scadenza, dato che può anche non esistere (perpetual) o essere molto lontana

Callability: caratteristica tipica delle obbligazioni subordinate senza scadenza: l’emittente si riserva il diritto di esercitare un’opzione di rimborso anticipato a partire da una certa data.

Tipologie di obbligazioni subordinate bancarie
Quindi, i bond subordinati si possono collocare a metà tra obbligazioni e azioni, e possono quindi essere considerati parte del capitale della società emittente, esattamente come le azioni. Sono particolarmente emesse da banche in quanto sono strumenti che rientrano nel capitale di vigilanza secondo la regolamentazione attuale. Con Basilea 3 sono previste solo due tipologie di obbligazioni subordinate, Tier 1 e Tier 2. Tuttavia, prima dell’entrata in vigore di tale normativa (2015), si faceva distinzione tra quattro tipologie, che si riportano comunque qui, in quanto le categorie non ricomprese da Basilea 3 dovranno sparire dal mercato entro dieci anni dall’entrata in vigore di quest’ultima.

Obbligazioni subordinate Tier 1
– Maggior grado di rischio
– Perdita fino al 100% del capitale
– Generalmente non sono previste scadenze, e in tal caso possono essere rimborsati dopo almeno 10 anni dall’emissione, previa autorizzazione delle autorità di vigilanza.
– Ci possono essere delle clausole per cui l’emittente può posticipare o cancellare una cedola. Questo può succedere qualora l’emittente dovesse trovarsi in difficoltà, come per esempio l’impossibilità di pagare i dividendi
– Rimborso privilegiato alle azioni ordinarie e di risparmio, ma subordinato a tutti gli altri crediti

Obbligazioni subordinate Upper Tier 2
– Non sempre è prevista una scadenza finale, la durata minima è però di 10 anni
– L’emittente può decidere di posticipare una cedola ma non di cancellarla. Il pagamento può essere posticipato fino a quando non si chiude il primo bilancio in utile
– Rimborsate prima rispetto ad azioni e a bond Tier 1

Obbligazione subordinate Lower Tier 2
– Spesso scadenza fissa decennale, di norma maggiore ai 5 anni
– Alternativamente, hanno una clausola di rimborso anticipato alla prima data consentita solo previa autorizzazione di Bankitalia
– Cedole sospese solo in caso di gravi casi di insolvenza

Obbligazioni subordinate Tier 3 (eliminate da Basilea 3)
– I meno rischiosi e meno remunerativi
– Scadenza breve, tra i 2 e 4 anni.
– In genere non prevedono la sospensione degli interessi
– Non considerati come parte del capitale di vigilanza. Pertanto, in caso di perdite, l’emittente non potrà utilizzare le somme dei titoli per far fronte alle perdite stesse

Con Basilea 3 pertanto, oltre all’eliminazione del Tier 3, vi è un accorpamento delle subordinate Upper Tier 2 e Lower Tier 2, in un’ottica di rendere la categoria Tier 2 più in linea con la Tier 1. Tra le condizioni che gli strumenti appartenenti a tale categoria devono rispettare si può citare la scadenza minima di 5 anni (essi dovranno però continuare ad essere riconosciuti nel patrimonio di vigilanza per i cinque anni successivi alla scadenza) e l’impossibilità per l’investitore di accelerare il rimborso dei pagamenti futuri in programma, ad eccezione di casi di bancarotta e liquidazione.

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