Da Ubs Am in arrivo un nuovo etf obbligazionario

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Ad inizio del mese UBS Asset Management ha aumentato la propria gamma di etf obbligazionari disponibili su Borsa Italiana quotando l’UBS ETF – Bloomberg Barclays EUR High Quality Liquid Assets 1-5 Bond UCITS ETF (EUR) A-dis, il primo a permettere di prendere posizione in modo altamente diversificato sull’intero spettro (titoli di Stato, emissioni sovranazionali e bond corporate ex financial) delle obbligazioni Investment Grade dell’area euro a breve termine.

Lo strumento è a replica fisica e non prevede attività di prestito titoli. È stato pensato per soddisfare le esigenze di diversificazione degli investitori retail e dei fund selector interessati ad investire in un indice euro aggregate (ex financial) short duration. Lo strumento si rivolge anche a quegli investitori istituzionali  che debbano soddisfare i criteri previsti da Basilea 3 o abbiano esigenze d’investire in strumenti idonei per essere impiegati come collaterale.

Il nuovo etf replica l’indice Euro HQLA 1-5 Years Bond Index e permette di esporsi a un basket di 543 obbligazioni denominate in Euro di alta qualità e liquidità (definiti High Quality Liquid Asset), composto da titoli di Stato, emissioni sovranazionali, covered bond e da bond corporate, con esclusione del settore finanziario. Le obbligazioni che compongono l’indice devono avere rating investment grade e una scadenza compresa nel range 1-5 anni, prevedono flussi cedolari diversi (cedola fissa, variabile, strutturata) e sono altamente liquide: l’ammontare minimo delle emissioni obbligazionarie, infatti, deve essere di 300 milioni di euro per i bond governativi, di 500 milioni di euro per le obbligazioni corporate e di 1 miliardo di euro per i covered bond.

Fino a oggi il successo di un ETF era legato alla sua capacità di soddisfare specifiche esigenze di asset allocation e di implementare in modo rapido e diversificato una precisa view di mercato. Il nuovo ETF di UBS AM rappresenta uno ‘spartiacque’, in quanto a questi due elementi, molto importanti, ne aggiunge un terzo: la capacità di supportare e semplificare le decisioni di allocazione che una precisa tipologia di investitore istituzionale deve effettuare per rispettare il quadro normativo in vigore. La crescente regolamentazione degli attori finanziari in Europa, dunque, può rappresentare un ulteriore driver di crescita per l’industria passiva” ha commentato Francesco Branda, Head of Passive & ETF Specialist Sales Italy, UBS AM

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