Mario Nava della Consob

Consob, il piano d’azione di Mario Nava

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Ecco le strategie che il nuovo presidente della Commissione nazionale per le società e la borsa vuole mettere in atto per rendere Piazza Affari uno dei mercati finanziarie più importanti

«Rilanciare il mercato, rilanciare l’autorità», ecco è la doppia sfida raccolta dal Mario Nava, a capo della Consob a partire da metà gennaio scorso. A Palazzo Mezzanotte, a dare il via al Consob Day è stato un lungo discorso del neo-presidente, nel quale ha sintetizzato gli indirizzi dettati già nella Relazione per l’anno 2017, presentata il 31 marzo 2018 al Ministero dell’Economia e della Finanza.

Borsa Italiana Spa, più rilevante e vicina all’economia reale

L’Italia si posiziona nona a livello mondiale in termini di economia di prodotto. Ma, ha osservato Nava, analizzando i dati forniti dall’ International Organization of Securities Commissions  (nota anche con l’acronimo IOSCO), l’organo internazionale delle autorità di vigilanza sui mercati finanziari, è però solo al diciassettesimo nella classifica delle piazze finanziarie di maggior  rilievo per numero e valore degli scambi. «Uno dei miei obiettivi sarà chiudere questo divario», ha detto davanti alla platea di operatori, mettendo in evidenza il significato del termine “servizi finanziari”, ovvero attività svolte per la soddisfazioni di bisogni inerenti al raccoglimento di risorse economiche. Infatti,«i mercati finanziari devono essere al servizio dell’economia reale, ossia della crescita collettiva e del benessere individuale e collettivo», ha rammentato poi.

famiglia italiana risparmio

Slide del Consob Day 2018

 Se, in passato, il Belpaese si era distinto rispetto agli altri paesi europei per un flusso di risparmio maggiore alla media, questo trend ha subito un terribile stop negli ultimi anni, per quanto recentemente si sono visti i primi segni di ripresa. Guardando al portafoglio delle famiglie italiane, la ricchezza finanziaria è principalmente allocata in titoli di debito e in fondi comuni. Questa tendenza, però, alla luce dei recenti cambiamenti strutturali del sistema economico, potrebbe cambiare, stimolando l’acquisto di altri strumenti, come le azioni. 

Tasso di risparmio lordo

Slide del Consob Day 2018
L’obbligazionario. Quali sfide?

In Italia le emissioni di obbligazioni da parte di emittenti finanziarie sono di più rispetto a quelle degli emittenti non finanziari, in totale controtendenza del resto d’Europa. Negli ultimi anni, le PMI italiane hanno trovato accesso al mercato degli investitori professionali con lo strumento dei minibond. «Le modifiche normative (civilistiche e fiscali) previste dal legislatore a partire dal 2012 sembrerebbero dunque aver incontrato il favore delle imprese», ha affermato Nava.

Mercato obbligazionario

Slide del Consob Day 2018

Ma come favorire ulteriormente il passaggio dalle banche al mercato come luogo privilegiato per raccogliere risorse? Il presidente della Consob ha guardato con favore il fenomeno del fintech «che tramite lo sviluppo di piattaforme di equity crowdfunding e peer to peer
(P2P) lending riduce costi e barriere di accesso alla raccolta di capitali». 

Ecco le linee d’azione delineate dalla Consob

Non c’è un silver bullet, ovvero una ricetta magica per risolvere una soluzione complessa. Secondo Nava, si deve «piuttosto costruire un insieme di linee d’azione che congiuntamente rappresentano la vigilanza pro-attiva cui la Consob deve aspirare».

La prima linea d’azione è quella per migliorare l’accesso al mercato delle imprese e rimuovere gli ostacoli alla loro quotazione. A frenare le quotazioni sono specialmente fattori culturali, come la poca conoscenza dei vantaggi, il timore di perdere il controllo della società e la percezione di costi elevati. I benefici, in realtà, sono molteplici e non esclusivamente legati al godimento di una fonte di finanziamento meno impegnativa rispetto a quello bancario: si hanno maggiori possibilità  di crescita, reputazione e visibilità. Serve, quindi, una campagna formativa destinata alle imprese non quotate e alle piccole e medie imprese. Al momento, ha rammentato Nava, la Consob ha già attivato a livello nazionale, in collaborazione con Unioncamere, una iniziativa volta ad offrire agli imprenditori gli idonei strumenti di comprensione. Passo successivo? La partecipazione a un progetto OCSE per un approccio trasversale e internazionale. 

Sul fronte dei costi di accesso al mercato, la parola d’ordine è semplificare. A incominciare dalle copiose comunicazioni emanate dalla Consob da riordinare in modo coerente, ma, fra le tante, spiccano anche quella di tradurre in lingua inglese e rendere facilmente reperibili i testi normativi. Non ultima l’idea di dare il via a un «modello della società quotata digitale, basata su un sistema di semplificazione e digitalizzazione di tutti gli obblighi di informazione continua e di compliance in base alla normativa europea».

Mario nava

Fonte:  Mario Nava in attesa di iniziare un panel in Parlamento Europeo. Foto scatta nel marzo 2011 da Michael Walter/Troika
Missione fiducia: la sua assenza mina la partecipazione

Altro punto analizzato è stato quello riguardante il tema della fiducia, elemento essenziale per rilanciare il sistema finanziario. Per alimentarla è necessario mettere in campo tutta una serie di tutele. I risparmiatori, in un contesto in grande cambiamento, con nuovi strumenti finanziari innovativi e nuovi canali di distribuzioni, devono riceve dalle emittenti informative comprensibili e relazionarsi con intermediari con altri standard di correttezza e professionalità. Anche sul fronte della privacy non devono mancare soluzioni tese ad assicurare che i dati degli investitori retail vengano utilizzati per lo scopo per cui sono stati condivisi.

Sicuramente una buona alfabetizzazione finanziaria e la presenza dell’Arbitro di risoluzione delle controversie andrebbe a migliorare ulteriormente il livello di trust fra i risparmiatori e gli altri soggetti del mercato. Sul fronte educativo, la Consob ha intenzione di potenziare le iniziative già in corso, puntando specialmente alla formazione degli educatori che andranno a insegnare nel territorio.

 

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