Monte dei paschi di siena

Monte dei Paschi di Siena, è tempo di sconti?

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In questi giorni un po’ concitati sul fronte politico, le ripercussioni sui titoli obbligazionari si fanno sentire, e come. Prendiamo i bond di Monte dei Paschi. La banca è ora in mano allo Stato, dopo il salvataggio della scorsa estate. L’effetto fu macroscopico sul prezzo delle obbligazioni, come abbiamo visto qui. Nel contratto di governo tra Lega e 5 Stelle, riguardo la banca toscana, è scritto che  “lo Stato azionista deve provvedere alla ridefinizione della mission e degli obiettivi dell’istituto di credito in un’ottica di servizio”.

Quest’ottica di servizio ha allarmato alcuni investitori – specialmente dopo le parole del responsabile economico della Lega, Claudio Borghi, ai microfoni dell’agenzia Reutersmandando giù il prezzo delle azioni MPS, che da inizio anno perdono quasi il 30%, facendo molto peggio del comparto bancario del FTSE MIB (a riferimento prendiamo l’ETP emesso da Boost – Isin IE00BYMB4Q22).

grafico

Nel grafico sotto vediamo l’evoluzione del rendimento dei bond di MPS nel corso degli ultimi giorni. In realtà la situazione non appare così drammatica: sì, in generale c’è stato un aumento dei rendimenti, ma solo pochi titoli sono realmente sotto pressione.


Il bond che scade a febbraio 2020 (Isin IT0005082224) è sceso da 102,7 a 101,4: ora rende circa 70 punti base in più rispetto a lunedì 14. L’obbligazione con scadenza immediatamente successiva, marzo 2020 (Isin IT0005246423), rendeva virtualmente lo 0% mentre ora lo yield è salito a 0,45%.

Ma il bond che è più sotto stress riguarda un titolo Tier 2 (Isin XS1752894292) – subordinato, scadenza gennaio 2028 – il cui rendimento è decollato e ora sfiora il 7%, prezzato a 90 per cento del valore facciale. Di questo strumento sono stati venduti 750 milioni di euro a gennaio 2018, e la banca ha intenzione di piazzarne ulteriori 700 milioni prima della fine dell’anno per rinforzare i ratio di bilancio. Anche se MPS è nel mezzo di un complicato smobilizzo di crediti deteriorati, il rendimento in questione è decisamente attraente, data la garanzia implicita che deriva dall’azionista pubblico.

Per quanto riguarda i BTP, potremmo trovarci in una situazione “alla Catalana: infatti, già con la crisi della regione spagnola, avevamo notato che le fibrillazioni sul mercato obbligazionario dei titoli di Stato spagnoli erano state contenute ma sufficienti per far scendere le loro alte quotazioni. Lì prevedemmo (correttamente) che la situazione sarebbe rientrata e che quello era una buona occasione – anche un po’ cinica – per acquistare quei bond con un piccolo sconto. Come si vede dal grafico sotto, la situazione dei BTP è la seguente:

Al 14 maggio, solo sette BTP quotavano sotto la pari, con scadenze a partire da aprile 2021. Le fibrillazioni degli ultimi giorni hanno invece fatto cadere i prezzi di molti titoli sotto detta quota: ben 24. Avrebbe senso ora comprare BTP? Se l’obiettivo è quello di tenerli fino a scadenza, probabilmente no: date le circostanze attuali, i tassi sono destinati a salire, facendo svalutare i titoli già in circolazione. Ma se la vostra view è che le tensioni attuali sono destinate a svanire in tempi relativamente rapidi – in pratica che il nuovo governo non provocherà il collasso delle finanze pubbliche – allora un acquisto in chiave di guadagno in conto capitale può essere un’opzione interessante.

Di seguito la lista delle obbligazioni MPS:

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