Robo-advisor. A cosa servono?

Robo-advisor, cosa sono?

Eden Uboldi news 1 Comment

Tutti parlano dei servizi offerti dai consulenti automatizzati. Ma cosa sono esattamente i robo-advisor? 

Cos’è un robo-advisor? 

Una possibile definizione

I robo-advisor sono servizi automatizzati di wealth management, che pianificano e gestiscono i patrimoni. L’erogazione della consulenza può avvenire sia totalmente che solo in parte tramite piattaforme online, che offrono consigli automatici basati su algoritmi per la costruzione di un portafoglio di investimento in base alle caratteristiche del singolo cliente. 

Quindi la principale peculiarità che accomuna tutti robo-advisor è la l’automatizzazione, parziale o totale, del processo di investimento che comprende diversi momenti (come ad esempio il risk profiling, la definizione dell’universo investibile, l’allocazione dei pesi alle diverse asset class e sottostanti, il ribilanciamento periodico e la reportistica). Questo va a comportare la disintermediazione del consulente tradizionale parziale o totale. Con alcuni modelli il cliente riceve consigli per l’investimento e costruisce il proprio portafoglio personalizzato semplicemente tramite internet.

Inizialmente l’utente compila un questionario online formulato sulla base di un modello MiFID compliant, classificando così il profilo dell’investitore a seconda di alcuni parametri, come ad esempio la conoscenza e l’esperienza finanziaria, la situazione patrimoniale, la propensione al rischio e gli obiettivi d’investimento perseguiti. Successivamente il sistema elaborerà un portafoglio titoli completo, fornendo una previsione del rendimento futuro e monitorandone nel tempo l’andamento.  A seconda del tipo di robo-advisor utilizzato, il cliente potrà andare da un consulente finanziario per investire alla luce delle proposte individuate dal robo-advisor, investire direttamente tramite la piattaforma oppure lasciarsi “guidare” nell’investimento grazie alle soluzioni di gestione patrimoniale. Per tutta la durata dell’investimento il servizio di robo-advisory comprenderà alert e suggerimenti di ribilanciamento, tenendo d’occhio le variabili macroeconomiche e le fluttuazioni dei titoli acquistati.

Cosa sono i robo-advisor

L’evoluzione dei robo-advisor. Tanti tipi per diverse esigenze

Dal primo modello, datato 2008, i robo-advisor hanno avuto una rapida evoluzione e vengono distinti in tre generazioni, a seconda del grado di sviluppo:

  • prima generazione o stand alone robo-advisor;
  • seconda generazione o integrated robo-advisor;
  • terza generazione o cognitive robo-advisor

La prima generazione è un prodotto rivolto al consumatore finale che può avere una visione completa del portafoglio, ottenere financial advice e ribilanciamento automatico. Le seconda non è destinata solo ai clienti finali ma anche ai consulenti già presenti sul mercato, tagliando i costi della gestione degli asset e del rapporto cliente e asset manager. I robo-advisor che facilitano la relazione con il cliente sono chiamati robo4advisor e permettono al consulente di offrire un servizio efficiente, con minor dispendio di tempo e attività e un margine più alto. Infatti i robo4advisor affiancano il consulente come una sorta di assistente digitale: in fase di proposta compongono questionari capaci non solo di definire il profilo di rischio ma anche di intercettare i bisogni e le abitudini comportamentali del cliente. Nei momenti post-vendita suggeriscono le azioni per ribilanciare il portafoglio e inviano alert e trigger per stimolare le attività di relazione e le nuove opportunità di business. Nella terza generazione, invece,  sono inclusi tutti i robot che offrono consulenze altamente personalizzate ed estremamente approfondite, con tanto di analisi di scenario.

I primi robot privilegiavano gli investimenti in ETF, strumenti poco costosi e facili da gestire, per contenere al minimo i costi del servizio e permettere ai clienti di pagare commissioni più basse rispetto alla consulenza tradizionale. Recuperati i costi per la realizzazione dei servizi autorizzati, molte società hanno optato per includere, fra i possibili investimenti, anche  fondi o altri singoli strumenti finanziari, e hanno previsto la possibilità creare piani di accumulo diversi e portafogli ad hoc per esigenze specifiche della clientela, come ad esempio piani pensionistici e piani di accumulo di capitale per i figli. Ulteriore passo in avanti sarà quello di  sviluppare modelli capaci di soddisfare le esigenze delle imprese, al momento escluse dai servizi di robo-advisory.

 

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