Commissione europea

MiFID 2, solo 16 stati Ue si sono uniformati

Eden Uboldi news Leave a Comment

Il 3 gennaio 2018 la direttiva che regola i servizi finanziari europei è entrata in vigore nei 28 paesi  dell’Unione europea  e in Islanda, Liechtenstein e Norvegia. Ma quanti stati hanno applicato la direttiva?

Sono 16  gli stati europei che si sono conformati al legislatore di Bruxelles, e di questi solo 9 (fra cui l’Italia) hanno rispettato anche gli aspetti prettamente formali inerenti alla comunicazione con la Commissione europea. Quest’ultima ha invitato il 25 gennaio scorso Bulgaria, Croazia, Grecia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Spagna e Svezia ad attuare la direttiva 2014/65, detta MiFID II. Infatti, benché il termine originario per il recepimento della direttiva sia stato prorogato di un anno, dal 3 luglio 2016 al 3 luglio 2017, questi stati membri non hanno applicato completamente o del tutto le norme nella propria legislazione nazionale.  Inoltre questi paesi non hanno applicato la direttiva delegata n. 593/2017, che integra la  MiFID 2 in materia di salvaguardia degli strumenti finanziari e dei fondi appartenenti ai clienti, obblighi di governance dei prodotti e regole applicabili alla fornitura o all’accettazione di commissioni. 

Ricordiamo che la disciplina in questione, insieme al regolamento n. 600/2014 (detto MiFIR), è stata adottata con la volontà di creare mercati finanziari europei più trasparenti, competitivi e integrati, aumentando il livello di protezione degli investitori e dei consumatori (per approfondire leggi qui). Qualora gli stati non adempiano alla richiesta della Commissione, notificando entro 2 mesi l’attuazione delle direttive, potrebbero rischiare di finire davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea. In realtà, anche Belgio, Estonia, Finlandia, Francia, Malta, Olanda e Slovacchia sono state sottoposte a procedimento di infrazione per mancata comunicazione delle misure nazionali di recepimento.

Al PfExpo, tenutasi a Milano il 24 gennaio scorso, Massimo Scolari, presidente dell’Ascosim (Associazione delle società di consulenza finanziaria), ha sottolineato la soddisfazione dell’operato dell’Italia, che insieme ad altri 8 paesi (Austria, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Ungheria, Irlanda e Regno Unito) si è allineata con le politiche europee. “Al momento, quindi, abbiamo un contesto decisamente omogeneo”, ha aggiunto poi. Come ha riportato Bloomberg in un articolo dell’ottobre 2017, la principale difficoltà riscontrata per l’implementazione è la mancanza di chiarezza della normativa. 

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