Gli spread e le banche

obbligazioni banche, Germania, Italia, news 0 Comments

Analizziamo qui la correlazione storica tra la differenza di rendimento dei titoli di Stato a 2 e 10 anni e l’andamento del prezzo delle azioni di alcune tra la maggiori banche in Germania e Italia. Lo spread tra i tassi a breve e a lungo termine è uno degli indicatori usati per valutare lo stato di salute dell’economia.

Nei grafici sotto abbiamo costruito degli indici (che quindi rappresentano la dinamica del valore sottostante, non il livello) per raffrontare l’andamento di lungo periodo del valore delle banche in relazione allo spread. Nel primo grafico troviamo lo spread del Bund a 2 e 10 anni, Deutsche Bank e Commerzbank. Balza subito la correlazione negativa tra lo spread e i due titoli: quando lo spread aumenta, le azioni calano. Questo fino al 2008, l’anno della crisi finanziaria. Da quel momento in poi la correlazione si attenua e da negativa passa a positiva. Questa dinamica è particolarmente visibile con il titolo Deutsche. La correlazione per l’intero periodo è -49% per Deutsche e -61% per Commerzbank. Ma dal 2008 ad oggi risulta +13% e -29%, rispettivamente.

Sotto abbiamo svolto lo stesso esercizio per l’Italia, utilizzando lo spread tra BTp e le azioni di Intesa Sanpaolo e UBI. La dinamica, qualitativamente, è la stessa: correlazione negativa (-78% Intesa; -48% UBI) su tutto il periodo, cambia però di segno a inizio 2015: +7% per Intesa. La correlazione per UBI resta negativa ma molto inferiore rispetto al tutto il campione: -16%.

Infine il caso della Francia, dove gli istituti di credito considerati sono Crédit Agricole, Société Générale e BNL Paribas. Qui la correlazione è meno visibile graficamente, ma sempre ben presente: -71% per Crédit Agricole, -69% SocGen, -59% BNP su tutto il periodo considerato. Sorprendente è il cambiamento di segno da inizio 2015: +39% Crédit Agricole e +58% sia per SocGen e BNP.

Questo fenomeno è probabilmente da addebitare alla crisi del debito e alla politica monetaria in eurozona e meriterebbe un approfondito trattamento a parte. Ora preferiamo rilevare che il comparto bancario europeo sta mettendo a segno una performance da inizio anno molto positiva. L’indice EURO STOXX® Banks 30-15, che raggruppa i maggiori istituti bancari del continente, registra +19% e ben +55% nelle 52 settimane più recenti.

Se quindi la correlazione positiva, o comunque marginalmente negativa dovesse continuare a valere, i titoli bancari potrebbero continuare ad apprezzarsi, data la prospettiva di fine del quantitative easing. Un ulteriore fattore a supporto del valore delle banche nel futuro prossimo è probabile che venga anche dal versante dei tassi a cui gli intermediari prestano, legati infatti all’Euribor a 1 o 3 mesi. Il grafico sotto mostra i tassi sui futures dell’Euribor a 3 mesi, i quali prospettano un ritorno in territorio positivo a fine 2019. Tassi più alti implicano maggiore reddito per il business tradizionale delle banche.

Dati di maggio 2017

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *