Inflazione con moderazione

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Il meeting della BCE di giovedì scorso ha lasciato il mercato piuttosto indifferente: d’altronde era in larga parte stato anticipato che…non ci sarebbero state sorprese. Anzi, alla BCE stanno cercando in tutti i modi di non sorprendere niente e nessuno dopo che le parole di Draghi al Forum di Sintra lo scorso giugno hanno creato scompiglio sul mercato obbligazionario europeo. Ma il grande assente dalle scene economiche è sempre lei, l’inflazione.

Infatti, su base annua l’inflazione in eurozona, stenta a decollare: era 1,3% a luglio, in ribasso rispetto al picco del 2% di febbraio. L’inflazione core, ovvero al netto delle componenti più volatili dell’indice (cibo, bevande, alcol e tabacco) è ancora più fiacca, con valori intorno all’1% da inizio anno.

Fonte: BCE

La BCE si trova quindi a dover fronteggiare il problema qui da noi discusso: dover ridurre i volumi di acquisto dei titoli di Stato dell’eurozona (anche per motivi tecnici: la quota di acquisti per alcuni Paesi, Germania in testa, è vicina al limite previsto dal programma di quantitative easing) a fronte di inflazione persistentemente bassa. Partendo da queste premesse, è verosimile che al meeting di ottobre, il board della BCE fornirà, obtorto collo,  una data di massima per l’inizio della riduzione degli acquisti, ma farà intendere al mercato che tale riduzione sarà estremamente graduale. Infatti crediamo che, fosse per loro, i banchieri in questo momento preferirebbero lasciarsi le mani più libere possibile, ma qualcosa dovranno dire perché si parla così tanto della fine del QE da talmente tanto tempo che appare ormai più una profezia in procinto di autoavverarsi.

Inoltre per avere un’idea di come si stia muovendo il mercato, confrontiamo le curve di rendimento dei BTp e dei Bund. Nel primo grafico la curva del BTp Italia – con cedole legate all’inflazione europea – ha visto rendimenti in calo di circa 15 bps, in media, nel periodo luglio-settembre. Stesso comportamento per il Bund indicizzato. Qui di sì, il mercato ha comprato titoli per proteggersi contro l’inflazione.

Ma ha comprato anche obbligazioni non indicizzate! Infatti anche in questo caso le curve dei Btp e Bund sono scese consistentemente (15-20 bps). Da tenere a mente che nel periodo estivo i volumi scambiati sono minori, quindi oscillazioni di prezzo possono essere dettate anche da pochi ordini di taglia sufficientemente grande; questo è ancor più vero nel mercato dei i titoli indicizzati, essendo meno liquido.

Resta il fatto che l’appetito per i titoli di Stato è ancora ben presente, il QE continuerà, ogni eventuale riduzione del ritmo di acquisti da parte della banca centrale sarà molto graduale e il tasso di policy rimarrà dov’è. E’ quindi molto probabile che i titoli di Stato non soffrano perdite nei prossimi mesi.

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