Leonardo sugli scudi

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Il mercato sembra premiare gli sforzi di ristrutturazione del gruppo Leonardo-Finmeccanica, ora Leonardo SpA. I dati del primo semestre dell’anno hanno in larga parte confermato le attese degli analisti e riportano: ordini in crescita del 3% (al netto del contratto EFA Kuwait); ricavi in lieve calo (-1,6%) per effetto della svalutazione euro/sterlina; rapporto ricavi-vendite in aumento al 9%; indebitamento netto in miglioramento di 656 milioni di euro (-15,5%) rispetto al primo semestre 2016. Il titolo non ha reagito bene, perdendo alla chiusura di venerdì 1 settembre il 7% circa dalla pubblicazione dei risultati (27 luglio). La quotazione comunque è a circa +40% nell’arco degli ultimi 12 mesi.

Anche da inizio 2017, la performance del titolo (+15%) non è stata disprezzabile rispetto ai principali competitor nel settore, specialmente se comparata con le aziende che operano principalmente nel campo della difesa (Thales, BAE e Cobham).

Dati aggiornati al 21 luglio 2017

Anche gli obbligazionisti sembrano aver comprato Leonardo – i cui titoli pagano generose cedole tra il 4,3-5,7% –  specialmente i titoli a breve-media scadenza che hanno visto calare i rendimenti di circa 20 punti base nel periodo da maggio ad agosto. Per esempio, i titoli Isin XS0182242247 con scadenza dicembre 2018 e XS0999654873 scadenza gennaio 2021 rendevano, rispettivamente, 0,27% e 0,8%. Ora hanno uno yield di 0% e 0,6%. Tutti i titoli quotano abbondantemente sopra la pari, ad eccezione dell’obbligazione emessa a metà giugno di quest’anno con scadenza giugno 2024 (Isin XS1627782771, obbligazione call per investitori istituzionali). Datele tempo, con la fame di rendimenti in giro, è probabile che sfondi la parità a breve.

Per chi volesse eventualmente caricarsi il rischio cambio, il bond XS0423814119 è quotato in sterline e paga una cedola dell’8%. Certo con questo euro forte

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