Il paradosso TIPS vs BTp Italia

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Quasi a fari spenti, continua la discesa dei rendimenti delle obbligazioni legate all’andamento dell’indice dei prezzi, i cosiddetti inflation-linked bond. Il calo generalizzato dello yield è stato registrato sia per i titoli statunitensi – noti come TIPS – sia per il nostrano BTp Italia. La caratteristica di questi bond è che il capitale e le cedole vengono rivalutate periodicamente in base all’aumento dell’indice dei prezzi, lasciando così intatto il potere di acquisto del denaro nel tempo.

Esaminando la curva dei rendimenti dei TIPS, notiamo uno spostamento quasi parallelo verso il basso, ma si notano leggere differenze lungo l’arco temporale. I titoli a breve e medio-lunga scadenza hanno rendimenti ridotti di 35-45 punti base, con punte anche di 50 bps. Per esempio, l’obbligazione Isin US912828PP91 rendeva 1,95% il primo giugno, mentre ora rende l’1,45%. I titoli a lunghissima scadenza, invece, rendono oggi  tra i 50 e i 60 punti base in meno rispetto a due mesi fa. Sembra quindi che, nonostante la recente decelerazione dell’inflazione, che ha colto gli analisti e soprattutto la Fed di sorpresa, gli operatori cercano protezione contro un rialzo dei prezzi generalizzato comprando titoli indicizzati. Questa protezione sembra inoltre essere ancor più richiesta per titoli a scadenza molto lunga.

Discorso analogo per quanto riguarda il debito indicizzato italiano. Con l’aggiunta che il quantitative easing della BCE ha depresso ancor più i rendimenti, spingendone alcuni – tra quelli a breve scadenza – in territorio negativo, e comprimendo lo yield di quelli a media scadenza di circa l’1% (come per esempio i titoli Isin IT0005188120IT0005004426).

Come interpretare questi dati? Da un lato il clima positivo tra le borse occidentali e il ciclo economico favorevole in Europa sembra stiano inducendo gli investitori a posizionarsi contro un aumento dell’inflazione, nonostante in Europa la BCE abbia promesso bassi tassi ancora a lungo e in America la Fed sembra aver diminuito l’ansia da restringimento monetario.

Dall’altro, la caccia disperata a forme di rendimento porta a paradossi per cui un BTp Italia (Isin IT0004735152) con scadenza settembre 2026 abbia lo stesso rendimento, circa il 2%, di un TIPS di simile scadenza (luglio 2016, Isin US912828S505), e in più quest’ultimo incorpora – o almeno dovrebbe – il rischio del tasso di cambio siccome i titoli americani sono quotati in dollari.

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