BCE: tassi bassi…a lungo. Ma il mercato ci crede?

Alessio Marchetti BCE, macro, news, QE 0 Comments

Parola di Mario Draghi. Il presidente della BCE ha confermato le aspettative degli analisti: tassi invariati (-0,40% depositi overnight; 0% sulle operazioni di rifinanziamento principali; 0,25% sulle operazioni di rifinanziamento marginale). Draghi ha anche assicurato che così resteranno per un periodo prolungato, anche dopo la fine del programma di acquisto di titoli, o quantitative easing (QE).

L’obiettivo principale del QE è quello di abbassare il costo del credito reale per rimettere in moto la macchina dei prestiti, stimolare l’economia e così riportare la crescita dell’inflazione più vicina all’obiettivo di medio-lungo periodo, cioè intorno al 2%. Ma dopo il rialzo di inizio 2017, i prezzi hanno rallentato decisamente.

fonte: tradineconomics

Da qui la prudenza della BCE, specialmente dopo il nervosismo del mercato a seguito del discorso di Draghi al Forum di Sintra in Portogallo lo scorso 26 giugno. In quel caso infatti gli investitori, leggendo nelle parole del presidente un’apertura a possibili rimodulazioni della politica monetaria, hanno risposto vendendo debito targato eurozona. Oggi invece le reazioni sono più tenui, cerchiamo di metterle in prospettiva. Allo stesso tempo, questa notizia ci permette di toccare con mano come un evento abbia effetti diversi su titoli a scadenza e coupon differente, anche se l’emittente è il medesimo.

Intanto guardiamo il tasso di cambio dopo il discorso di Sintra: l’euro si era apprezzato sul dollaro, passando da 1,12 dollari per euro a 1,14 in pochissimi giorni. Oggi (giovedì 20) il salto è stato molto più contenuto, pari a 0,5 centesimi (al momento in cui scriviamo), ma comunque tocca il massimo da inizio anno (quando scambiava intorno a 1,05).

 

Situazione debito italiano: “facciamo a fette” la curva del debito. Il primo grafico mostra il rendimento del titolo a scadenza decennale (Isin IT0005240830), solitamente usato come benchmark. Circa 10 punti base in meno oggi, ma comunque ancora 20 punti base in più del livello di fine giugno.

 

Il bond Isin IT0005058463 a breve scadenza (agosto 2018), invece, risulta piuttosto insensibile: rendimento stabile (e negativo) poco sopra -40 punti base, come ci si aspetterebbe da un’obbligazione che sia vicina a maturazione e abbia una cedola discretamente elevata.

 

Infine osserviamo l’obbligazione Isin IT0004923998 a lunghissima scadenza (settembre 2044). Anche qui l’impatto sullo yield si fa sentire (circa 8 bps in meno).

 

Resta da vedere se la correzione in atto ricondurrà i rendimenti ai livelli antecedenti il Forum di Sintra. Su questo si scontra un po’ anche la forward guidance della BCE e le aspettative dei mercati: da un lato, la banca centrale ha ribadito la fermezza dei bassi tassi e non ha messo in discussione il QE; dall’altro lato gli operatori stanno – o sembrano avere voglia di – iniziare a prezzare la fine del programma di acquisto sulla scia di un ciclo economico positivo; fine che toglierà dal mercato, con una gradualità tutta ancora da definire, diversi miliardi di euro su base mensile.

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