Piccolo portafoglio zero coupon

Alessio Marchetti Portafoglio 4 Comments

Utilizzando i potenti mezzi della nostra BIG LIST, ci siamo esercitati per creare un piccolo portafoglio di obbligazioni zero coupon. L’obiettivo del portafoglio è di garantire un ritorno ragionevolmente sicuro (gli emittenti sono investment grade), privo di rischi di cambio (i titoli sono denominati in euro) e di reinvestimento delle cedole (il bond non stacca cedole), con una scadenza relativamente breve (i bond scadono nel corso del 2019).

Zero Coupon Bond
Titoli che non pagano cedole durante la vita dell’obbligazione. Sono emesse a un prezzo inferiore al valore nominale e il rendimento è dato dalla differenza tra prezzo di acquisto e rimborso del bond. Esempio: obbligazione con scadenza a due anni emessa al 90% del valore nominale; tra due anni rimborsa il 100%, producendo quindi un rendimento del 10%.

Il portafoglio è composto da tre titoli denominati in euro:

  • Connector.

    Isin XS0403573438

    Emittente: Deutsche Bank AG London
    Scadenza: 4 febbraio 2019
    Lotto Minimo: 1.000

  • Connector.

    Isin IT0004812423

    Emittente: Deutsche Bank AG Milan
    Scadenza: 15 maggio 2019
    Lotto Minimo: 1.000

  • Connector.

    ISIN IT0006706318

    Emittente: Barclays Bank PLC
    Scadenza: 6 ottobre 2019
    Lotto Minimo: 1.000

La composizione del portafoglio è riassunta nella tabella sotto. Ai prezzi del 12 luglio, le tre obbligazioni hanno rispettivamente rendimenti dello 0,86%, 0,66% e 0,62%. Abbiamo ipotizzato un investimento totale di € 10.000. Nella scelta dell’allocazione abbiamo deciso di sovrappesare (investimento di € 4.000) il bond a scadenza febbraio. Il resto del capitale è stato allocato equamente tra gli altri due titoli.

A fronte di un nozionale di €10.000, l’esborso effettivo di denaro per acquistare questo portafoglio è leggermente inferiore (€ 9.968.67). Una volta che le varie obbligazioni scadono nel tempo e rimborsano il 100% del capitale, l’incasso totale – € 10.100 – fornirà un rendimento lordo dell’1,32%.

Poca cosa, direte, considerando che bisogna tenere “parcheggiato” il capitale per circa due anni. Vero, ma va ricordato che questo portafoglio, come detto sopra, oltre a vantare un merito di credito degli emittenti piuttosto elevato, elimina molti rischi associati alla tipica obbligazione: reinvestimento cedole, duration piuttosto bassa (sotto i due anni), tasso di cambio.

Comments 4

  1. Buongiorno
    Se si considerano anche i bolli pari allo 0,20% annui, la ritenuta pari al 26%, i diritti di custodia e una commissione per l’acquisto dei titoli, probabilmente si arriverebbe ad un rendimento negativo. Forse varrebbe la pena lasciare i soldi depositati sul conto corrente…….
    Grazie e buona giornata

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      Gentile Gabriele, grazie per il feedback. Lei solleva un punto importante che ha molto a che fare con i bassi rendimenti delle obbligazioni per via delle politiche di acquisto di bond da parte delle banche centrali. Tuttavia questo portafoglio è un “esercizio di stile” in vista di portafogli più elaborati su cui stiamo lavorando. In questa prospettiva, ci farebbe anche piacere avere suggerimenti da parte dei lettori su quali potrebbero essere dei portafogli interessanti, per esempio in termini di combinazioni di rendimento, duration, merito di credito etc. Per quanto riguarda le commissioni, abbiamo specificato che il rendimento calcolato è lordo. Commissioni e tasse, che ci piaccia o no, non le possiamo evitare.

      1. Come è possibile che il rendimento medio sia superiore all’ 1% quando le tre obbligazioni (prese singolarmente) hanno un rendimento inferiore all’1%? La media ponderata dei tre rendimenti non può essere superiore a 1%!

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          Caro Robi, grazie per la segnalazione. Cogliamo l’opportunità per chiarire il meccanismo dietro il rendimento di questo portafoglio. Il rendimento cash-on-cash è 1,32%. Questo perché lo yield tiene conto del valore nel tempo del denaro, mentre il rendimento da noi calcolato è la semplice differenza tra quanto paghi per acquistare le obbligazioni e la sommma dei rimborsi che si ottengono a scadenza, diviso il prezzo di acquisto. Quindi, in questo caso, raffrontare i singoli rendimenti e il rendimento cash dell’operazione è fuorviante, perché quest’ultimo non è la media ponderata dei singoli yield to maturity.

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