Brasile: il mercato del debito (ancora) si fida

Alessio Marchetti Brasile, news, real 0 Comments

Il mercato del debito brasiliano si mantiene stabile nonostante le recenti turbolenze politiche nel Paese. Infatti il presidente Temer è sopravvissuto a un voto del Tribunale Elettorale (TSE) brasiliano circa l’uso di fondi illegali per finanziare la campagna elettorale del 2014. Evitata questa tegola, il presidente resta comunque indagato per aver autorizzato tangenti verso Eduardo Cunha, ex presidente dei deputati.

A seguito dello scandalo di metà maggio, l’Ibovespa – l’indice del mercato azionario brasiliano – è arretrato del 14% circa ad oggi.

Il real brasiliano si è dapprima bruscamente deprezzato rispetto al dollaro, per poi stabilizzarsi a 3,3 reais per dollaro. Il rendimento del decennale governativo invece, pur soffrendo un’impennata allo scoppiare dello scandalo, mostra un ritorno verso livelli più bassi: lo yield ora segna 10,7% rispetto al 9,9% di metà maggio (stesso livello di gennaio).

Anche i titoli societari del debito mostrano bassa sensibilità agli eventi politici. Petrobras – l’azienda statale petrolifera – ha un certo numero di obbligazioni quotate in euro e USD. Queste ultime si sono leggermente deprezzati (grafico sotto), con rendimenti in aumento mediamente di 30 punti base. Invece titolo in euro sono rimasti stabili dalla settimana scorsa; due obbligazioni (Isin XS0982711631 e XS0716979249) con scadenza 2018 continuano ad avere yield lievemente negativi.

Differente comportamento quello dei bond in valuta brasiliana. Il grafico mostra infatti rendimenti in calo per questi titoli. Ad esempio l’obbligazione Banca Mondiale Isin XS1488416329 è passata da uno yield del 7,45% a 7,16%. Per questi titoli lo yield è mediamente sceso di 30-40 punti base.

Nel grafico sotto prendiamo in considerazione lo storico dei rendimenti di uno zero coupon  in real (Isin XS1097534751) della Banca europea degli investimenti (EIB) e uno della Petrobras (Isin XS0835886598) in euro. In questo grafico è chiarissimo l’effetto del rischio di cambio sullo yield. Un anno fa il titolo Petrobras rendeva oltre il 7% ma oggi solo l’1% (infatti scambiava a 92 percento del facciale mentre adesso al 103,2). Nel mezzo dello scandalo delle tangenti c’è stato sì un sussulto – rendimento da 0,8% a 1,6% – ma la situazione si è normalizzata in fretta. Altra storia il titolo EIB, che vanta un rating tripla A, di gran lunga migliore del B+ della Petrobras. Il crollo del cambio ha spaventato gli investitori che hanno venduto in massa il bond facendo decollare lo yield da 7,9% a 11,2%. Lo scossone è stato velocemente riassorbito ma resta esemplare com il rischio cambio faccia da amplificatore del rischio del bond.

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