UK – L’inflazione non fa paura

Alessio Marchetti elezioni UK, news 0 Comments

Manca una settimana alle elezioni nel Regno Unito per eleggere il nuovo governo. La premier Theresa May aveva sciolto il parlamento per capitalizzare sul vantaggio che i sondaggi le accreditavano rispetto al Labour Party (ne avevamo parlato qui). Negli ultimi giorni però la distanza tra i due schieramenti si è via via accorciata, come mostra il grafico sotto.

Questa settimana l’ultimo sondaggio YouGov, utilizzando un nuovo modello previsionale, ipotizzava addirittura un distacco di soli cinque punti percentuali. E’ bastato questo a far ballare la volatilità della sterlina: il 25 maggio scambiava a 1,30 dollari, nella mattina del 31 ha toccato il minimo a 1,277 dollari per poi rimbalzare a 1,29 dollari. Il pound resta comunque a +5% rispetto al dollaro da inizio anno.

Sul fronte del debito assistiamo ad una dinamica divergente. Dal 2 al 29 maggio i rendimenti dei titoli non indicizzati all’inflazione (pannello in basso) sono generalmente diminuiti in media di 10 punti base; al contrario, i titoli indicizzati (pannello in alto) si sono deprezzati, la curva si è spostava verso l’alto di circa 40 punti base lungo tutte le scadenze. Addirittura un titolo con scadenza novembre 2019 (ISIN GB00BBDR7T29) offriva un rendimento negativo pari a -0,13%, ora è passato in territorio positivo a 0,3%. Per le scadenze oltre il 2030 la curva rimane sostanzialmente piatta intorno a un rendimento dell’1,75%. Sembra quindi che gli investitori stiano abbandonando i titoli indicizzati nonostante l’inflazione sia su un trend crescente da più di un anno.

 

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *