Rovistando nel junk

Alessio Marchetti junk bonds, news 0 Comments

Obbligazioni.io ha recentemente partecipato all’IT Forum di Rimini e alla conferenza BlackRock iShares sugli EFT. Negli incontri con i gestori è emerso da più parti l’interesse a posizionarsi sulla fascia di obbligazioni con merito di credito al confine tra l’investment e il non-investment grade, quest’ultime definite anche obbligazioni speculative o junk bond. Queste obbligazioni sono più rischiose ma un’attenta analisi della qualità dell’emittente può rivelare occasioni interessanti sul profilo rischio/rendimento.

Il grafico sotto mostra la curva dei rendimenti delle obbligazioni con rating BB+/- (a partire da BBB- il titolo è qualificato come non-investment grade) di Standard&Poor’s. Stiamo quindi prendendo apertamente in considerazione obbligazioni non-investment  grade. La curva è crescente e la quasi totalità dei titoli scade entro il 2026, con solo tre bond a scadenze più lunghe.

Tra gli emittenti troviamo società di primo piano: Arcelor Mittal, Fiat, Gazprom, Leonardo-Finmeccanica, Saipem, Salini-Impregilo, Telecom Italia e Thyssenkrupp.

Prendiamo in considerazione i titoli di due società italiane e due straniere.
Partiamo da Arcelor Mittal, il gigante dell’acciaio e delle miniere con impianti in quattro continenti. Tre sono le obbligazioni disponibili sul mercato italiano – scadenze piuttosto ravvicinate – con cedole intorno al 3% e rendimenti che vanno dallo 0,18% (marzo 2019) all’1,74% (gennaio 2022). La società è passata da avere ricavi per un ammontare di 84 miliardi di dollari nel 2012 a 56,79 miliardi nel 2016. Sempre nel 2016 l’utile è tornato positivo a 1,78 miliardi rispetto alla perdita monstre dell’anno precedente (-7,95 miliardi), così come gli utili per azione (da -10,3 a 1,78 dollari). Anche l’indebitamento totale è andato diminuendo nel tempo e ora ammonta a meno del 30% del capitale totale. La società quindi, seppur non floridissima, sta cercando di migliorare la redditività e tenendo l’indebitamento sotto controllo. L’obbligazione ISIN XS1084568762 con scadenza luglio 2020 e rendimento a 0,8% offre una cedola discretamente interessante (2,875%) ed il titolo si è apprezzato notevolmente negli ultimi 12 mesi.

Per quanto riguarda Gazprom Capital (ne avevamo parlato qui), la sussidiaria per emettere bond della controllante Gazprom, è il caso di guardare a un bond (ISIN XS0424860947) in dollari americani e cedola di un sontuoso 9%. Il rendimento al 2,73% e la scadenza ravvicinata (aprile 2019) lo rendono appetibile per chi vuole farsi carico anche del rischio di cambio. La società ha buoni fondamentali (margine operativo al 14,26%, ROA e ROE rispettivamente a 8,33% e 15,9%) nonostante il prezzo basso del petrolio e del gas negli ultimi anni.

Leonardo SpA, controllata dal Ministero dell’Economia italiano, è la principale azienda italiana nel settore della difesa aerospaziale. La società ha chiuso il 2016 con oltre 500 milioni di euro di utile e un rapporto debito/capitale al 65%. Inoltre nel primo trimestre del 2017 l’EBITDA ha registrato +14% e l’indebitamento netto -22,7% rispetto al primo trimestre 2016. Il titolo considerato (ISIN XS0423814119) – in sterline – offre l’8% di cedola, rendimento intorno all’1% e scadenza dicembre 2019.

Infine Telecom Italia. L’azienda ha avuto risultati altalenanti negli ultimi anni: 1,3 miliardi in utile nel 2014, una perdita di 72 milioni nel 2015 e un boom dei profitti l’anno scorso (1,8 miliardi). ROA e ROE si attestano a 2,47% e 7,43%, rispettivamente. L’indebitamento resta di poco sotto il 60% del capitale totale. Le obbligazioni Telecom a breve scadenza staccano tutte cedole molto alte (sono state emesse quando i tassi erano maggiori). Per esempio il bond ISIN XS0486101024 a scadenza febbraio 2022 rende circa l’1% con una cedola del 5,25% ed è in euro.

Le quattro obbligazioni considerate offrono quindi diversificazione settoriale, geografica e valutaria. La caratteristica che invece condividono è la costante discesa dei rendimenti negli ultimi anni, come mostra il grafico sottostante. I rendimenti dei titoli italiani hanno avuto un’impennata durante la crisi del debito, per poi scendere ininterrottamente. Andamento simile anche i bond Arcelor e Gazprom. In un periodo di bassa volatilità nel mercato questo genere di titoli può fornire – specialmente nel breve – un discreto rendimento (anche se il margine di apprezzamento è contenuto) a fronte di un rischio di default verosimilmente molto basso. Junk bond sì, ma non troppo.

 

Di seguito la lista di tutte le obbligazioni valutate BB+/- da Standard&Poor’s.

ISIN Descrizione Scadenza Valuta Exch. YTM YTMS Sub. Call. Denom.
ISIN Descrizione Scadenza Valuta Exch. YTM YTMS Sub. Call. Denom.
XS1698218523 Tim 2.375% Call 12ot27 12/10/2027 EUR TLX 2.34 2.33 N Y 100,000
XS1143070503 Iccrea Banca 1.875% 25nv19 25/11/2019 EUR TLX 0.65 0.67 N N 100,000
XS1696459731 Iccrea Banca 1.5% 11ot22 11/10/2022 EUR TLX 1.44 1.43 N N 100,000
XS1591523755 Saipem Finan Tf 2,75% Ap22 Call Eur 05/04/2022 EUR Borsa 1.93 N N 100,000
XS1048518358 Arcelormittal 3% 25mz19 25/03/2019 EUR TLX -0.02 -0.01 N N 100,000
XS1084568762 Arcelormittal 2.875% 06lg20 06/07/2020 EUR TLX 0.11 0.05 N N 100,000
XS1214673722 Arcelormittal 3% 09ap21 09/04/2021 EUR TLX 0.47 0.44 N N 100,000
XS1167308128 Arcelormittal 3.125% 14ge22 14/01/2022 EUR TLX 0.70 0.58 N N 100,000
XS1496337236 Avis Budget Fin 4.125% Callable 15nv24 15/11/2024 EUR TLX 3.64 3.57 N Y 100,000
XS1576621632 Avis Budget Fin 4.5% Callable 15mg25 15/05/2025 EUR TLX 3.98 3.98 N Y 100,000

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