Green bond

Green Bond, l’investimento ecosostenibile

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Green bond: da almeno due anni ne sentiamo parlare sempre più frequentemente, ma cosa sono?

green bond sono strumenti finanziari che permettono di raccogliere capitali destinati esclusivamente al finanziamento di progetti che promuovano iniziative per la sostenibilità climatica o ambientale in genere.

Cosa rende green un green bond?

Quattro sono i principi per etichettare tali strumenti “green” e sono stati delineati dall’International Capital Market Association (Icma) – che promuove l’adozione di alti standard da parte degli operatori nel mercato dei capitali – nel gennaio del 2014. Questi principi sono relativi a:

  • l’impiego dei proventi
  • il procedimento di valutazione e selezione dei progetti
  • la gestione dei proventi
  • il reporting

Inoltre, l’Icma chiede agli emittenti di compilare una scheda-modello inserendo le informazioni dello strumento, così che queste vadano ad arricchire un database in grado di apportare una maggiore chiarezza e trasparenza sul mondo dei green bond.

green bond rappresentano solo lo 0,15% del mercato obbligazionario internazionale, tuttavia l’attenzione al surriscaldamento globale e sui temi della sostenibilità l’emissione di questi strumenti è in continuo aumento.
Le emissioni tra il 2015 e il 2016 sono aumentate del 93,78%, passando da 41,8 a 81 miliardi di dollari. A marzo di quest’anno queste hanno già raggiunto quota 21 miliardi.

FONTE: ILSOLE24ORE

I dubbi degli investitori

La domanda nel mercato è alta, tuttavia l’investitore si chiede quanto siano rischiosi.

Importante da sottolineare che questi sono differenti dai project bond, infatti il rischio del titolo obbligazionario non è legato al successo del progetto, ma al merito di credito stesso dell’emittente e ciò li rende potenzialmente più “sicuri”.

Inoltre il rating delle società che li emette, a livello mondiale, è in media superiore rispetto a quello che si riscontra nel resto del mercato corporate: il 38% hanno la tripla A, 17% doppia e solo il 3% sono junk bond.

Tuttavia hanno un problema legato alla loro reperibilità nel mercato, poiché coloro che acquistano green bondtendono a tenerli in portafoglio fino a scadenza e spesso sono riservati a soggetti istituzionali. Quindi il mercato è liquido per chi vende ma non per chi compra, ciò si traduce in costi di transazione superiori rispetto alla media nel mercato secondario.

Il mercato italiano delle obbligazioni green

In Italia la prima ad emettere green bond è stata la bolognese Hera (ISIN XS1084043451) nel 2014, con un titolo decennale da un controvalore di 500 milioni di euro. Subito dopo è stata seguita dal Gruppo Enel, con un’emissione da 1,25 miliardi quotata su ExtraMOT PRO (ISIN XS1550149204), il segmento di Borsa italiana espressamente dedicato ai green e social bond.

Sul fronte internazionale, giocano un ruolo preponderante le banche di sviluppo sovranazionali quali la Banca Mondiale e la Banca Europea per gli Investimenti che hanno collocato, anche sul mercato italiano, un consistente numero green bond anche in valuta estera.

Riteniamo siano obbligazioni interessanti da tenere sotto controllo.

Nella tabella sotto tutti i green bond listati nel mercato italiano.

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