Banche mon amour…per quanto ancora?

Alessio Marchetti banche, elezioni francesi, news 0 Comments

All’indomani del risultato elettorale francese che ha visto vittorioso Emmanuel Macron, le Borse europee passano all’incasso sulla scia di rialzi delle due settimane precedenti. Alla chiusura di oggi i maggiori indici azionari sono in territorio negativo, con Milano che perde lo 0,26%, così come la Borsa di Madrid e il DAX 30 di poco sotto la parità a -0,18%; Parigi la peggiore a -0,98%.

Fonte: Financial Times

Tale andamento era piuttosto prevedibile e ne avevamo parlato qui. Ora è interessante andare a vedere cosa è successo in un segmento del mercato che ha più beneficiato dell”effetto Macron’: il settore bancario europeo.

L’indice STOXX Banks – che raggruppa le maggiori banche europee – l’accelerata è stata repentina dalla metà di aprile, guadagnando il 17,6%.

L’indice ha in pancia 4 istituti di credito francesi: Bnp Paribas, Société Générale, Credit Agricole e Natixis.

Il grafico sotto mostra i rendimenti dei titoli di queste banche – ad esclusione di Natixis – quotate sul mercato italiano. Dal 21 aprile al 5 maggio ci sono stati spostamenti minimi con l’eccezione di alcune obbligazioni subordinate con scadenza tra il 2025-2027 – in questo caso i rendimenti sono diminuiti di 20-30 punti base a seconda del titolo. Per esempio l’obbligazione Bnp Paribas XS1190632999 ha visto passare lo yield da 2,13% a 1,92% e quota abbondantemente sopra la pari intorno a 104. Allo stesso modo il titolo XS1204154410 di Credit Agricole ora rende il 2,18% dal 2,28% precedente.

Per la Germania sono presenti nell’indice Commerzabank e Deutsche Bank. Nel grafico sotto vengono inclusi anche i titoli di Kfw – la Cassa Depositi e Prestiti tedesca – e alcuni titoli DVB Bank. Qui si notano due tendenze: da un lato le obbligazioni Kfw, che disegnano una curva crescente piuttosto regolare – hanno visto aumentare i propri rendimenti. Pur se l’emittente gode di un rating tripla A, il deprezzamento può indicare l’esodo di alcuni investitori da questo asset ultra sicuro dopo che il pericolo Le Pen è stato scongiurato. Dall’altro lato si ripete l’apprezzamento di due titoli subordinati Deutschebank:  DE000DL40SR8DE000DB7XJJ2; e un titolo Commerzbank DE000CZ40LW5. Tali obbligazioni rendono ora in meno dai 20 ai 50 punti base.

Veniamo alla Spagna: le poche obbligazioni – targate Banco Bilbao, BBVA e Santander – rendono praticamente lo stesso yield per le scadenze tra il 2018 e il 2022; netta la differenza invece con le tre obbligazioni a più lunga scadenza dove i rendimenti calano di 30 punti base circa. La caratteristica principale? Sì, sono titoli subordinati.

Veniamo ora all’Italia. Nel mare delle obbligazioni bancarie italiane abbiamo selezionato le tre maggiori incluse nell’indice STOXX: Intesa, Unicredit e Mediobanca. Scorrendo lo slider in basso si raffronta l’andamento delle obbligazioni per ogni emittente. Anche in questo caso le obbligazioni che più hanno guadagnato sono quelle subordinate: il titolo XS1109765005 di Intesa è passato dal rendere 3,57% a 3,28%. Stesso copione per i titoli di Unicredit e Mediobanca: movimenti minimi sui rendimenti delle obbligazioni ordinarie, in calo per quelli delle subordinate (anche se meno rispetto a Intesa). A titolo di esempio, l’obbligazione IT0004917842 di Mediobanca con scadenza aprile 2023 ora rende il 2,79% dal 2,99 di due settimane fa. Sorte simile per XS0849517650 di Unicredit a scadenza nel 2022: rendeva il 3,34% e ora il 2,89%.

Morale: le obbligazioni subordinate, che spesso vengono considerate essere a metà strada tra equity e debito, stavolta hanno seguito la tendenza di forte apprezzamento dei listini azionari. Infatti, come mostra il grafico, da inizio anno alcune tra le maggiori banche europee hanno guadagnato tra il 9% circa di SocGen a oltre il 30% di Commerzbank.

Fonte: Financial Times

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