Watchout – settimana del 8/5/17

Alessio Marchetti elezioni francesi, lira turca, macro, news 0 Comments

Lundedì 8 maggio

Presidenziali francesi – Emmanuel Macron è il nuovo Presidente della Repubblica francese. Come pronosticato dai sondaggi, il candidato centrista ha vinto con il 66 per cento delle preferenze. Vedremo come reagiranno le borse europee: la nostra analisi prevedeva dei guadagni contenuti per i listini europei che già sembravano aver incorporato la vittoria di Macron.

Martedì 9 maggio

IstatCommercio al dettaglio per il mese di marzo. L’andamento congiunturale di febbraio era risultato negativo per 0,3% e 0,7% rispettivamente in valore e volume. Su base annua risulta più accentuata la flessione: -1,0% in valore e -2,4% in volume.

Fonte: Istat

 

Mercoledì 10 maggio

IstatProduzione industriale di marzo. Dopo la flessione congiunturale di gennaio, l’indice è tornato a salire dell’1,0% a febbraio, riprendendo quindi il trend positivo iniziato a giugno 2016. SU base annua l’indice è aumentato dell’1,9%, con l’aumento più significativi nel settore energetico (+7,0%) e dei beni intermedi (+2,9%); diminuzioni segnano invece i beni strumentali (-1,5%) e i beni di consumo (-1,1%).

Fonte: Istat

Giovedì 11 maggio

Turchia – Saldo delle partite correnti. Da fine 2015 il Paese è in costante deficit con inflazione galoppante che ha determinato una stretta monetaria il 26 aprile. Da allora il cambio ha mostrato una tendenza all’apprezzamento sul dollaro. Questo da un lato potrebbe rallentare la spinta inflazionistica ma dall’altro non aiuta la riduzione del deficit commerciale previsto a 3,4 miliardi di dollari di marzo rispetto a -2,5 miliardi di febbraio.

Fonte: Financial Times

Le obbligazioni in lire turche hanno ottimi rendimenti ma il rischio cambio è una variabile chiave da considerare.

Venerdì 12 maggio

Germania – Diffusione delle stime preliminari del Pil e soprattutto dell’inflazioneDa dicembre 2016 l’inflazione tedesca è costantemente intorno al 2%, obiettivo di policy della BCE. La Bundesbank ha più riprese sottolineato la necessità di normalizzare i tassi di interesse e un dato superiore alle attese porterà nuovo vigore alle richieste tedesche, nonostante le recenti affermazioni del governatore Draghi circa il prolungamento del quantitative easing. La BCE era infatti già sotto pressione dopo il dato di aprile dove l’inflazione core per l’eurozona mostrava un +1,5% dallo 0,7% di marzo.

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