Watchout – settimana del 1/05/17

Alessio Marchetti inflazione, lira turca, news 1 Comment

Martedì 2 maggio

Istat – Stima provvisoria degli occupati e disoccupati relativa al mese di marzo. Tra gennaio e febbraio il tasso di occupazione si è mantenuto stabile al 57,5% mentre la disoccupazione è diminuita dello 0,3%, attestandosi all’11,5%;quello giovanile cala di 1,7 punti, raggiungendo il 35,2%. Su base annua il trend è in positivo sia per gli occupati che disoccupati, rispettivamente +1,3% e -0,6%. A trainare questo miglioramento resta però la fascia di età degli ultracinquantenni.

Complessivamente, come i grafici mostrano, la tendenza è per un miglioramento generalizzato del numero degli occupati e per una reversione del tasso di disoccupazione e degli inattivi  negli ultimi mesi.

Mercoledì 3 maggio

Federal Reserve – Dichiarazione del Comitato della Fed riguardo la politica monetaria. Dopo lo storico aumento di marzo di 0,25% del federal fund rate, non sono attese novità. Il consenso è comunque per ulteriori due aumenti del tasso di policy nel corso dell’anno. Da metà marzo ad oggi, il rendimento del decennale statunitense è calato di 20 punti base, attestandosi al 2,30% al 27 aprile. Anche le obbligazioni USA listate sul mercato italiano hanno visto i rendimenti deprimersi, più marcatamente per le scadenze dopo il 2020 dove il calo si aggira intorno ai 30 punti base. Chi possedeva debito americano ha quindi visto il proprio portafoglio apprezzarsi considerevolmente. Per esempio, il T-Note US9128282A70 con scadenza agosto 2026, che prezzava 93,93 al 14 marzo, al 27 aprile quotava 93,28 – un aumento del 4,6%.

La curva più bassa si riferisce ai titoli indicizzati all’inflazione (in gergo Tips) negli Stati Uniti che quindi esprimono il rendimento reale.

Turkstat – Dati sull’inflazione in Turchia. La crescita dei prezzi è su un trend piuttosto preoccupante: a partire da inizio anno non ha fatto che aumentare, portandosi all’11,29% nel periodo marzo ’16-marzo’17. La banca centrale turca cita come fattore scatenante il deprezzamento della moneta. Nel tentativo di sostenerne il corso, con una mossa non attesa dagli analisti, il 26 aprile la banca centrale ha aumentato di 50 punti base il tasso a cui presta alle banche – portandolo al 12,25% – per frenare la liquidità in circolazione. La lira turca ha risposto apprezzandosi sia sull’euro che sul dollaro negli ultimi giorni. Sul mercato italiano sono quotate 80 obbligazioni in lire turchequi la lista completa – con rendimenti spesso superiori al 10%. La maggior parte di queste obbligazioni sono emesse da istituzioni sovranazionali (Banca Mondiale, Bei etc.) con rating di tripla A – qui il nostro approfondimento –  il tasso di cambio resta quindi la variabile chiave da osservare per valutare questi titoli.

Fonte: Turkstat

Fonte: Financial Times

Eurostat – Pubblicazione della stima preliminare del Pil del primo trimestre dell’anno per l’eurozona e dell’Unione. Il consenso prevede un aumento dello 0,5% su base trimestrale e dell’1,7% su base annua.

Venerdì 5 maggio

Istat – Diffusione della nota mensile sull’andamento dell’economia italiana. La nota di marzo paventava per il breve termine un <<orientamento positivo dei livelli di attività economica per i prossimi mesi>> basato su incrementi positivi dell’indice di fiducia dei consumatori e delle imprese e dell’indicatore anticipatore.

Nel documento di aprile 2017, la fiducia dei consumatori appare stabile (-0,1%), mentre aumenta quello delle imprese, specialmente nel settore delle costruzioni. Il commercio estero sembra trainare il ciclo economico: a marzo il surplus commerciale con i paesi extra-Ue è stato di 4,1 miliardi di euro, di poco superiore al livello di marzo 2016; a febbraio, dopo la flessione congiunturale di gennaio, si registra un aumento del fatturato sia sul mercato interno (+1,8%), che su quello estero (+2,1%). Gli ordinativi sono sollevati da una forte crescita per la componente estera (+10,8%) e un aumento più modesto di quella interna (+1,2%). Inoltre l’inflazione è in aumento su base annua e ha raggiunto l’1,8% ad aprile, rispetto all’1,4% di marzo. Gli indicatori sembrano quindi puntare verso un lento consolidamento della ripresa economica.

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