MEF – Nuova emissione BTP Italia

Alessio Marchetti BCE, BTP Italia, news, nuove emissioni, politica monetaria, QE 0 Comments

Il Tesoro si appresta a una nuova emissione di titoli indicizzati all’inflazione italiana (qui il nostro approfondimento su BTP Italia).

L’asta riservata agli investitori retail avverrà tra lunedì 15 e mercoledì 17 maggio. Il 18 maggio l’emissione è invece destinata agli investitori istituzionali.

Il Tesoro garantisce la soddisfazione di tutti gli ordini retail: tale strumento è infatti pensato per il piccolo risparmiatore ed è sottoscrivibile on-line attraverso qualsiasi piattaforma di home banking.

Caratteristiche principali
  • Scadenza: maggio 2023
  • Tasso reale annuo minimo garantito
  • Cedole semestrali calcolate sul capitale rivalutato
  • Recupero immediato dell’inflazione grazie alla rivalutazione del capitale corrisposta ogni sei mesi
  • Capitale nominale garantito a scadenza, anche in caso di deflazione
  • Premio Fedeltà per chi acquista all’emissione nella Prima Fase (lunedì 15 – mercoledì 17 maggio) del collocamento e conserva il titolo fino a scadenza, riservato quindi ai risparmiatori individuali ed altri affini.

Il tasso minimo garantito verrà comunicato dal Tesoro il 12 maggio.

Il premio Fedeltà ha avuto un discreto successo: per l’emissione scaduta questo mese, più di 3,8 milioni di titoli (22,7% del valore d’emissione totale)  hanno riscosso il premio (0,4% del nominale). Tuttavia, al 28 aprile, i rendimenti di queste obbligazioni non sono così allettanti: la metà offrono rendimenti negativi.

 

Questo genere di titolo ha avuto dieci precedenti emissioni. La durata torna a sei anni, come nell’emissione del 2014, dopo le emissioni a otto anni del 2015 e del 2016. La scadenza così lunga sembra aver scoraggiato parte degli investitori retail, come mostra la percentuale di adesione in costante calo negli ultimi due anni dopo il picco dell’aprile 2014.

E’ tuttavia lecito domandarsi quanto siano appetibili questi strumenti in un contesto, specialmente quello italiano, di scarsa inflazione. Sul fronte interno le retribuzioni, che dovrebbero spingere l’aumento dei prezzi, sono sostanzialmente ferme (+0,4% nel prime trimestre 2017 rispetto al 2016); mentre su base annua la crescita dei prezzi dei beni aumenta solo dello 0,1% (+1,8% da +1,7% di marzo).

Sul fronte estero, il prezzo del petrolio fatica ancora a rimanere stabilmente sopra i 50 dollari al barile ($51,8 per il Brent Crude e $49 il WTI). Come mostra il grafico, il rendimento cumulato da maggio 2014 a gennaio 2017 è un terrificante -50%.

Fonte: Financial Times

A livello di eurozona, ieri Draghi ha confermato la politica monetaria accomodante della BCE (quantitative easing a pieno regime almeno fino alla fine dell’anno) – con possibile espansione in caso di peggioramento del quadro macroeconomico – e reiterato che le pressioni inflazionistiche sono <<deboli>> e disomogenee tra i vari paesi.

Per concludere, il BTP Italia resta uno strumento valido in ottica di portafoglio, tuttavia la sua principale caratteristica – protezione dall’inflazione – sembra combattere un nemico che non si vede all’orizzonte.

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